Cinque bellezze della Perugia Etrusca

Tomba Cai-Cutu, Museo Archeologico

foto by louis-garden



Scoprire la Perugia pre romana è un viaggio attraverso il tempo, alla ricerca degli antichi antenati che hanno fondato la primordiale città. Assieme agli Umbri, quella etrusca è stata la prima civiltà a esplorare le verdi campagne del perugino e a mettere le basi per la fiorente città che oggi conosciamo. 

Trovare le loro tracce nella bellezza e varietà dei beni culturali di Perugia è semplice. Qui di seguito vi elenchiamo le cinque più significative - e spesso poco note - rappresentazioni della cultura etrusca che si possono avvistare per le vie della città. 

Le Mura. Possenti e solide, le mura perimetrali dell'antica Perugia etrusca sono state costruite attorno al quarto/terzo secolo a.C. Lunghe circa 3 chilometri, la loro longevità è data anche dall'armonica posizione sul territorio che è stata loro assegnata al momento della costruzione: seguendo le curve dei colli attorno al borgo di Perugia, l'impatto sulla natura è stato praticamente nullo. É possibile scorgere le mura ancora quasi intatte presso le porte più importanti della città. Lungo parte delle mura etrusche sono sorte anche quelle medievali, tuttavia l'architettura etrusca è facilmente riconoscibile per il diverso materiale usato per ergere il recinto murario - blocchi di travertino issati a secco.  

La Porta Pulchra. Tra le porte etrusche, questa porta - detta anche Arco Etrusco o Porta Augustea - è senza dubbio la più bella e significativa, perché rappresenta tutta la maestosità della civiltà etrusca. La porta, imponente, si affaccia a settentrione, fronteggiando i monti di Gubbio e la tagliente Tramontana. Da qui entravano e uscivano i flussi di merci e persone diretti a Nord. La Porta Pulchra è una delle numerose porte etrusche ancora vive e presenti a Perugia, spesso riprese in epoca romana o rinascimentale per dare loro una forza simbolica e artistica ancora più forte. Davanti all'Arco Etrusco la sensazione di grandezza e solennità di questo grande popolo vi sedurrà definitivamente.     

Il Pozzo Sorbello. Chiamato così in onore alla nobile famiglia che lo ospita nel suo palazzo, questo pozzo è l'esempio più importante e meglio conservato di pozzo etrusco a Perugia. Passeggiando per la città sarà facile incontrarne tanti altri, più piccoli e spesso chiusi. Il pozzo Sorbello invece è ancora oggi alimentato da una falda acquifera profonda, ed è uno degli antichi pozzi dell'Umbria visitabili dall'interno. Scendere dentro il pozzo e avvertire il rumore delle gocce dell'acqua vi farà sentire quasi in una piccola grotta metropolitana. 

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Necropoli Sperandio. Le città dei morti sono tra le testimonianze più ricche e articolate che gli Etruschi ci hanno lasciato in eredità. A meno di 15 minuti di passeggiata tra i vicoli del centro storico sorge la Necropoli Sperandio, che prende il nome dalla villa che la ospita. Questa necropoli è una delle tante che sorgono nei pressi di Perugia, ma in assoluto la più vicina al centro storico. Qui è possibile trovare una grande varietà di reperti archeologici di enorme interesse culturale. Le rappresentazioni dei morti quando erano in vita e la disposizione delle camere funerarie si sono incredibilmente conservate bene nel passare dei secoli, e costituiscono uno specchio veritiero della vita, degli usi e dei costumi dei perugini Etruschi.  

L'acropoli sotto il chiostro del Duomo. Molti non sanno che mentre passeggiano in piazza IV Novembre o a pochi passi da corso Vannucci, in realtà si trovano sopra un inestimabile tesoro archeologico. I recenti scavi di ristrutturazione sotto il chiostro della chiesa di San Lorenzo, infatti, svelato un'altra meraviglia etrusca sepolta dal tempo. Vari tratti di cinta murarie che si aprono all'antica acropoli perugina, il salotto buono degli Etruschi, oltre ad altre importanti testimonianze e a una traccia di un di edificio di culto. 


Tracce che dimostrano come nei secoli si siano avvicendate le civiltà, ma il cuore pulsante di Perugia sia rimasto sempre lo stesso. Molti dei ritrovamenti degli scavi sono stati catalogati ed esposti al Museo Archeologico Nazionale dell'Umbria, un vero Eldorado per gli amanti della storia antica.